L’azienda agricola Supersanum, dei fratelli Nutricato, nasce dalla passione di famiglia per il mondo agricolo ed enologico. La tradizione vitivinicola, lunga quattro generazioni, ebbe inizio verso la fine del 1800 con il bisnonno Paolo, capostipite di una famiglia tradizionalmente patriarcale; egli si dedicava alla cura dei propri vigneti, trasmettendo anche ai numerosi figli la passione per la terra e per la viticoltura. Uno dei figli, nonno Michele, studiò da perito agrario e divenne, verso la metà del 1900, il “fattore” dell’azienda agricola Ferrazzi, una grossa impresa vitivinicola con sede a Supersano. Anche il nonno materno, Maurilio Corrado, era impiegato nella stessa azienda, in perenne girovagare con la sua moto per il Salento e conosciutissimo ovunque per il ruolo, come si direbbe oggi, di “procacciatore d’affari”: aveva il compito di reperire, per l’azienda Ferrazzi, le migliori uve da tutto il territorio. Erano periodi fiorenti, in cui si poteva godere di una Supersano ricca di vigneti, dai quali ogni famiglia traeva il proprio reddito da lavoro. Dai vigneti salentini si ricavavano grandi quantità di vino da taglio per arricchire gli importanti vini dell’Italia Settentrionale e i rinomati vini francesi.

Ben presto, però, l’agricoltura salentina sarebbe stata abbandonata per mestieri più appetibili, creando i presupposti per un veloce processo di
obliterazione della cultura agricola. Il paesaggio agricolo di Supersano mutò molto velocemente: in seguito agli allettanti incentivi per l’estirpazione,
i grossi proprietari terrieri trovarono vantaggio nell’estirpare i vigneti, la maggior parte dei quali fu sostituita dalla monocoltura olivicola.
Nella famiglia Nutricato il nonno Michele seminò con cura, tra i numerosi figli, la passione per la terra tanto ché uno di loro, zio Paolo, scelse il mestiere di
agricoltore come occupazione principale, gli altri come attività secondaria, affidando a loro volta ai propri figli la memoria storica della grande cultura rurale salentina. Oggi i fratelli Nutricato: Gabriele, Paolo e Sara, raccolgono il testimone ereditato dalle precedenti generazioni, basando la propria formazione su studi agronomici: Sara si laurea in agraria all’Università
di Bologna; Paolo conferisce il diploma di perito agrario presso l’Istituto Tecnico Agrario “G. Presta” di Lecce, specializzandosi come sommelier; Gabriele dopo aver ottenuto il diploma di agrotecnico, presso l’Istituto Professionale Agrario “Columella” di Maglie, si iscrive alla facoltà di Viticoltura ed Enologia all’Università di Cesena. Dopo alcuni anni di studio, però, il richiamo della propria terra e la passione per l’agricoltura sono troppo forti e Gabriele decide di abbandonare gli studi per tornare nel paese natale dove, insieme al suo amico Raffaele, inizia a prendersi cura di piccoli vigneti abbandonati. L’attività agricola si trasforma ben presto in occupazione a tempo pieno, dopo un paio d’anni, infatti,Gabriele riesce a gestire, con i pochi mezzi agricoli a disposizione, circa tre ettari di vigneto e con i suoi fratelli decide di dare vita al progetto di una cantina vitivinicola: è il 2014 quando cantina “Supersanum” prende finalmente forma. Questa piccola realtà produttiva ha una dimensione totalmente familiare, i fratelli Nutricato, infatti, curano personalmente tutte le fasi di produzione, dalla coltivazione delle vigne, alla vendita del vino che viene prodotto in modo artigianale, facendo molta attenzione alle sue qualità organolettiche e alla sua salubrità. L’attività di produzione delle uve si basa, infatti, su una profonda etica ambientale, rispettando il concetto di agricoltura organica che ben si intreccia con le tecniche agronomiche tramandate di padre in figlio e con le nuove
tecnologie. Tutto ciò permettera’ di ridurre a zero l’uso di prodotti chimici, ristabilendo l’equilibrio microbiologico dei terreni e conservando l’integrità del territorio. Durante le fasi di vinificazione, inoltre, viene estremamente limitato
l’uso di additivi chimici inutili e costosi, concentrando l’attenzione sulla produzione di un vino sano, facendo attenzione alla salute dei consumatori.

VINI IN DEGUSTAZIONE

DON MOSÈ

Vitigno: Negroamaro

Gradazione alcolica: 14.0°

Colore: Rosso

CAMINANTE

VITIGNO: Negroamaro

Gradazione alcolica: 12°

Colore: Rosato

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